6 Maggio 2005

200 euro annui a famiglia per la benzina

DISINCENTIVARE L`uso dell`auto o obbligo necessario di fare cassa? Tolleranza zero per rieducare i cittadini al codice della strada o forzoso impulso alle finanze locali? Parcheggi in centro e multe sono visti gli scarni fondi destinati ai comuni un must per l`incasso rapido ed abbastanza sicuro, ma rappresentano una via non facilmente comprensibile per la gente. Perché l`aria più pulita (ma sarà così?) desiderata da Tursi nel Quadrilatero, potrebbe mozzare definitivamente il respiro al commercio in centro. Due euro l`ora per un parcheggio rappresentano una spesa mensile di 200 euro per chi ne fa uso medio di tre ore al giorno, sabato compreso. Erano 100, ed erano già tanti, prima. Una spesa che unita all`aumento medio di 200 euro annui a famiglia per la benzina (fonte Codacons su dati Eurostat) renderà praticamente impossibile usare la propria auto per fare la spesa nel cuore della città. Denari sostanzialmente tolti alla capacità di spesa di chi è abituato a comprare al Mercato Orientale o nei grandi magazzini di Via XX Settembre o Largo XII ottobre. Un danno alluvionale per i piccoli esercizi, che vendono prodotti di importo medio e popolare tra i 30 ed i 50 euro al pezzo. Proprio le cifre destinate al rincaro medio del parcheggio, quel parcheggio, tra l`altro, che questi negozianti si offrivano di pagare per un`ora ai propri clienti. Danno e beffa.

Insomma la scelta di “drenaggio fiscale“ indiretto studiato a Tursi potrebbe rappresentare un guaio grosso per la vendita al minuto, cioè il primo settore produttivo della città. Infatti un ulteriore colpo ai ricavi creerebbe ulteriori problemi di saracinesca aperta alla gran parte degli operatori, con bilanci 2004 già all`osso (10% medio nei ricavi) con ricadute sul mantenimento dell`impresa, sull`occupazione ed sul futuro, conseguente, minor gettito di imposte. Un euro di aumento l`ora su dodicimila ore/parcheggio quotidiane di quanto liquidità priverebbe le famiglie per il rilancio dei consumi sull`anno? E questo sacrificio ben difficilmente porterebbe beneficio ai disastrati conti del trasporto pubblico. Quasi tutti gli utilizzatori del bus utilizzano l`abbonamento settimanale, mensile o annuale, quindi non ci sarebbero ritorni in termini di maggiori biglietti venduti. E poi, dicendosi la verità, chi è disposto di sabato a caricarsi di borse in centro per tornare a casa col mezzo Amt? Certo non gli anziani, la quota maggiore della popolazione cittadina. Il risultato di una politica anti auto, o almeno così moralmente proposta, taglierebbe fuori il cuore di Genova dal portafogli della gente. La città si andrebbe a chiudere in una vita di delegazione. Con tutti i ritorni economici del caso. Certo non tutti positivi.

Altro sarebbe se i proventi dell`incremento del parchimetro fossero inseriti in un progetto di risanamento del trasporto comunale e di rilancio dell`uso del bus, con i fondi degli aumenti del parking destinati in questa direzione o con poco sforzo finanziario e tanto ritorno d`immagine, visto che, si diceva, siamo quasi tutti abbonati offrendo il bus “gratis“ al sabato. Tutti comprendono le difficoltà finanziarie del Comune, costretto dalla finanziaria, anno dopo anno, a dare servizi sempre buoni ed identici con tagli annui del 2% alla possibilità di spesa. Allo stesso modo tutti comprendono che anno dopo anno il Comune dispone di oltre 100 euro in meno a cittadino per poter svolgere il proprio lavoro, e nonostante tutto ce la fa. Ma non è giusto non porgere le cose nel modo giusto. E meglio dire “dobbiamo fare cassa“ che passare un aumento di tariffe sotto il manto ecologico.

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