Vite fuori fuoco, tra sogno e realtà
Vite fuori fuoco, tra sogno e realtà è più di un calendario: è un attraversamento visivo dentro ciò che ogni giorno scorre ai margini, lontano dallo sguardo e dal linguaggio pubblico. Dodici immagini di Tiziana Luxardo che portano in primo piano chi resta indietro: senza fissa dimora, anziani soli, bambini feriti da storie difficili, persone cui la società riserva spesso soltanto un’ombra.
Nelle parole dell’autrice, “Ho cercato di ‘mettere a fuoco’ le vite degli ultimi, quelli che non saranno mai primi, lo specchio più crudo del nostro modo di abitare un mondo che spesso genera soprusi, non perdona i fallimenti e lascia solo chi cade, considerando unicamente il valore umano legato alla produttività. Il tocco di colore negli scatti rappresenta la speranza per immaginare, sognare, quello che avrebbe potuto essere e invece non è stato. Un modo anche, per inchiodare la società alle proprie responsabilità”.
Un percorso nato da lontano, riattivato dal ritrovamento di un vecchio scatto: “Ho sempre voluto raccontare l’emarginazione e l’isolamento sociale ma non avevo trovato la formula giusta”, spiega Luxardo. Quel volto, oggi in copertina, è diventato la chiave che ha riaperto una storia collettiva ancora irrisolta: “Ritrovare quell’immagine… mi ha fatto capire che dovevo ripartire da lì per raccontare un tema molto attuale, una vera piaga sociale del nostro Paese”.
L’iniziativa si inserisce nella scia di progetti che, dal gemellaggio tra Luxardo e Codacons, hanno affrontato con coraggio temi cruciali del nostro tempo: I Miss Italy, racconto dei pezzi d’Italia che stiamo perdendo; Addio alle Armi, appello alla pace con russe e ucraine ritratte insieme; Dove c’è Cuore c’è Casa, dedicato alle famiglie non convenzionali; Italienza, sull’Italia post-pandemia; Bulli & Pupe, contro il bullismo; Siamo Uomini o Caporali, denuncia dello sfruttamento e della violenza sulle donne nelle campagne. Una tradizione di impegno che continua e si rinnova.
Abbiamo scelto di accompagnare e sostenere questo progetto perché, come ricorda il presidente Carlo Rienzi, “Le fotografie di Tiziana Luxardo, attraverso l’arte, ci ricordano che dietro i numeri della povertà e dell’emarginazione ci sono volti e diritti fondamentali calpestati – alla casa, alla salute, a una vita dignitosa… trasformare la denuncia in impegno concreto”.
Queste immagini sono il risultato di un dialogo creativo e civile che negli anni ha dato vita a campagne potenti e necessarie. Il calendario 2026 ne rappresenta una nuova tappa: uno spazio in cui lo sguardo artistico diventa testimonianza, segno di responsabilità e attenzione verso chi, troppo spesso, nella nostra società resta invisibile.
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