Basta Capezzone in TV!
Siamo stufi di assistere ai talk show trasformati in palcoscenico per la propaganda e le provocazioni.
Ogni giorno, trasmissioni che dovrebbero informare e approfondire vengono occupate da figure che alimentano solo il rumore mediatico, senza alcun contributo reale al dibattito pubblico.
Il caso più eclatante è quello di Daniele Capezzone, ospite fisso – non si sa perché – di troppi programmi televisivi, dove da anni pontifica con slogan stanchi, semplificazioni e attacchi personali. Capezzone non informa: anzi spesso distorce, banalizza, esaspera. Il risultato è una discussione svuotata di contenuti, che offende l’intelligenza di chi guarda e indebolisce il ruolo stesso dell’informazione.
Uno degli ultimi casi riguarda Gaza. Ed è questa ennesima comparsata ad aver fatto tracimare – come la fatidica goccia – il livello della sopportabilità per tesi tanto aggressive, reazionarie, fuori dal tempo.
Questa petizione non è un atto di censura, ma un richiamo al buon senso e alla responsabilità.
Le emittenti televisive, pubbliche e private, hanno il dovere di garantire un confronto serio, pluralista e fondato sui fatti – non di offrire spazio permanente a chi riduce ogni tema a caricatura, trasforma le tragedie in show e usa la provocazione come unico strumento di visibilità.
Mentre nel mondo si consumano guerre, crisi umanitarie e violazioni del diritto internazionale, l’Italia non può continuare a regalare tempo e microfoni a chi minimizza, deride o mistifica la realtà.
Ogni minuto di televisione è un bene pubblico: deve servire a informare, non a distrarre. Firma anche tu!
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