3 Ottobre 2024

UNA LETTERA AI MINISTERI E AI POTENZIALI ACQUIRENTI ILVA

L’Associazione – per estrema correttezza – ha ritenuto d’obbligo avvisare stakeholder, Ministeri coinvolti e potenziali interessati all’acquisto dell’ex ILVA di Taranto che sono in corso azioni di lavoratori e cittadini di Taranto per i danni subiti a causa delle esalazioni velenose emesse dallo stabilimento industriale. Quindi chiunque dovesse acquistare gli impianti dovrà essere compiutamente informato delle vertenze in corso e che saranno attivate tutte le iniziative necessarie per imporre allo Stato e ai privati acquirenti il doveroso risarcimento dei danni patiti dalla Comunità Tarantina.

Attualmente, l’Ilva è sottoposta a tre procedimenti giudiziali.

1 – L’ex proprietà dell’impianto (che faceva capo ai fratelli Riva) è attualmente sottoposta a procedimento penale per reati quali il disastro ambientale in cui sono intervenute, costituendosi parti civili, numerose associazioni a tutela della cittadinanza di Taranto.

2 – L’attuale proprietà dell’impianto (Acciaieria D’Italia Spa in AS) è inoltre convenuta nel giudizio instaurato dinanzi alla Curia di Milano per l’inibitoria dell’attività dell’impianto siderurgico ed è verosimile la possibilità che il giudice sospenderà l’esercizio degli impianti ciò a seguito della recente sentenza della CGUE che ha stabilità che l’ex ILVA è fonte grave dell’inquinamento e per questa ragione deve essere inibita la prosecuzione dell’attività.

3 – Inoltre, l’attuale proprietaria dell’impianto siderurgico, è chiamata a difendersi nel giudizio incardinato al TAR Lecce con cui si chiede l’annullamento dell’ordinanza sindacale che impone di eliminare le fonti d’inquinamento dell’impianto o in alternativa di sospendere l’attività. Anche in questo caso, a ragion della sentenza della CGUE, c’è una solida possibilità che il Consesso Amministrativo rigetti il ricorso di Acciaierie Italia in AS così decretando il funerale dell’impianto siderurgico.

A tutto ciò, si aggiungono le azioni risarcitorie che verranno proposte dai cittadini di Taranto a causa delle esalazioni velenose provenienti dall’ex ILVA. In questi giudizi, la Comunità Tarantina domanderà la liquidazione di milioni di euro per il danno cagionato dall’impianto alla loro salute.

Quindi, è agevole osservare che attualmente l’impianto siderurgico ex ILVA è accerchiato, dal punto di vista giudiziario, anche alla luce di una recente sentenza CEDU (Cordellla et al) che ha auspicato (anch’essa) la chiusura dell’impianto e che secondo gli accordi internazionali l’Italia è tenuta ad attuare nel nostro ordinamento senza opporre alcuna riserva.

Per l’Associazione era doveroso informare stakeholder, Ministeri coinvolti e potenziali interessati all’acquisto dell’ex ILVA sulla drammatica situazione che insiste nell’impianto. Infatti, da più parti, politici, associazioni, imprenditori e comuni cittadini invocano la chiusura dell’impianto che secondo i più recenti studi epidemiologici/medici è fonte di neoplasie a Taranto ed è causa della nascita di bimbi malformati. Insomma un dramma che ancora oggi non vede alla luce e che secondo questa associazione potrà avere un lieto fine solo con la chiusura definitiva dell’attività nell’impianto siderurgico.

Alla luce di quanto esposto l’Associazione ha invitato stakeholder, Ministeri coinvolti e potenziali interessati all’acquisto dell’ex ILVA a convocare un tavolo di lavoro per discutere dei risarcimenti che sono dovuti alla collettività di Taranto a causa delle esalazioni velenose che da anni provengono dallo stabilimento siderurgico.


Lettera al Ministero delle Imprese e del Made in Italy

Lettera al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

Lettera ad Acciaierie D’Italia

Lettera a Invitalia

Lettera a Nippon Steel Corp.

Lettera a JSW Centre

Lettera a Baku Steel Company

Lettera a Sideralba S.P.A

Lettera a Metinvest Holding LLC

Marcegaglia Holding S.P.A.

 

 

 

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