19 Marzo 2022

CARO-CARBURANTI: DOPO ESPOSTO CODACONS SI MUOVONO LE PROCURE DI TUTTA ITALIA

SU RINCARO PREZZI ALLA POMPA INDAGINI A ROMA, CAGLIARI, BELLUNO, PRATO, ANCONA, PERUGIA, VERONA, PESCARA, TRIESTE E NAPOLI

DA CARO-BENZINA EFFETTI DIROMPENTI SUI PREZZI DEI PRODOTTI TRASPORTATI: VERDURA +16,7%, PASTA +14,6%, FRUTTA +6,8%, ITTICI FINO A +10,6%. PER MANGIARE FAMIGLIA SPENDE 374 EURO IN PIU’ ALL’ANNO

Sui rincari anomali dei listini dei carburanti si attivano le Procure di tutta Italia, che hanno aperto inchieste sul territorio sulla base dell’esposto presentato lunedì scorso dal Codacons alle magistrature locali. Ne dà notizia l’associazione dei consumatori, che parla di indagini a tappeto in tutto il paese.
Dopo l’Antitrust sia le Procure sia la Guardia di Finanza hanno accolto l’esposto del Codacons (inviato all’Autorità per la concorrenza e a 104 Procure in tutta Italia) avviando indagini sul territorio volte a verificare eventuali speculazioni su benzina e gasolio che hanno determinato l’abnorme aumento dei prezzi alla pompa delle ultime settimane – spiega l’associazione – Al momento si contano due diverse indagini a Roma, e inchieste sono state avviate dalla magistratura anche a Cagliari, Belluno, Prato, Ancona, Perugia, Verona. A Pescara, Trieste e Napoli è la Guardia di Finanza ad aver avviato verifiche sui listini dei carburanti.
“Si tratta di una importante notizia perché le indagini delle Procure potranno accertare se vi siano state speculazioni che hanno portato ad un aumento artificioso dei listini di benzina e gasolio, aumento che sta avendo ripercussioni pesantissime per le tasche di famiglie e imprese, le quali potranno rivalersi sui responsabili di illeciti – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il Codacons sta infatti studiando una possibile class action da intentare nei confronti di chi sarà ritenuto colpevole di aver aumentato in modo ingiustificato i listini al pubblico”.
Il maggior costo dei carburanti alla pompa non solo porta un pieno a costare oggi oltre 30 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2021, ma ha effetti dirompenti sui prezzi dei prodotti trasportati – analizza l’associazione – Tra i beni più colpiti dal caro-benzina troviamo la verdura, che in base agli ultimi dati Istat aumenta del +16,7% su base annua (con punte del +21,5% per funghi, carote, finocchi e cipolle), la pasta (+14,6%), la frutta (+6,8%, col record delle pere che salgono del +32,2%, +10% le arance) e il pesce, con alcuni prodotti ittici che rincarano del +10,6%.
Questo significa che, a causa del record dei carburanti, una famiglia si ritrova a spendere +374 euro all’anno solo per l’acquisto dei beni alimentari, di cui +35 euro per la frutta, +128 euro per i vegetali – conclude il Codacons.

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