TERREMOTO CENTRO ITALIA: APPALTATA L’ATTIVITÀ DI DIGITALIZZAZIONE. MA I VOLONTARI HANNO QUASI COMPLETATO IL LAVORO
A seguito del catastrofico terremoto 2016 nel Centro Italia, è in corso da mesi un’attività di verifica e digitalizzazione delle schede di agibilità FAST, AeDES e GL-AeDES relative ai sopralluoghi e alle verifiche post sisma. Attività, questa, finora condotta a opera dei tecnici volontari appartenenti al CNI (Consiglio Nazionale Ingegneri).
A oggi risultano completate 173.500 schede: ne mancherebbero 40.000, ma a quanto pare l’attività di digitalizzazione verrebbe appaltata – proprio quando si comincia a intravedere la fine dell’attività – a un soggetto esterno. Il bando relativo, “Procedura aperta per l’affidamento di un servizio di inserimento dati e digitalizzazione delle schede di agibilità”, contempla un importo a base asta di 300.000 €.
A questo punto la domanda è lecita: non converrebbe piuttosto ultimare il lavoro grazie allo sforzo dei tecnici volontari? In questo modo non si garantirebbe maggiormente la qualità del risultato finale, che si raggiunge grazie a una minuziosa opera di ricerca nell’archivio digitale? E non comporta una maggiore spesa per l’erario questo “subentro”, improvviso e inspiegabile?
È evidente come, specialmente in occasione di interventi straordinari e di emergenza, la trasparenza rappresenti un fattore cruciale e necessario. Proprio per chiarire questi punti, nell’interesse della collettività e in particolare delle popolazioni colpite dal drammatico evento sismico dell’anno scorso, il Codacons chiede ad Anac e alla Corte dei Conti di verificare l’accaduto e di chiarire lo stato dei fatti.
