14 Giugno 2003

Tangenti per cantare a Sanremo, tre in manette

Tangenti per cantare a Sanremo, tre in manette

Paghi due prendi tre: con centomila euro il terzo qualificato era gratis. Registrate le trattative segrete


SANREMO Tre arresti, 20 indagati e decine di perquisizioni in tutta Italia per tangenti pagate per far vincere il concorso per voci nuove dell`Accademia della Canzone che porta quattro cantanti direttamente sulla passerella del Festival di Sanremo. Nell`operazione «Pinocchio» sono stati impegnati un centinaio di militari della Guardia di Finanza. Con l`accusa di corruzione e abuso d`ufficio in concorso, le manette sono scattate per il patron dell` Accademia e responsabile della Publimod (la società organizzatrice dell`evento), Angelo Esposito, 62 anni, nativo di Brindisi ma residente a Ospedaletti (Imperia); per sua moglie, la cantante Lorenza Beatrice Marini (in arte Lola Marini), 32 anni, nata in Francia ma abitante a Verona; e per il manager discografico di Gambara, nella bassa bresciana e referente per il Nord Italia delle selezioni dell` Accademia, Francesco Andreoli, 42 anni.
Nel mirino degli inquirenti c`è innanzitutto la gestione del concorso canoro che dà diritto ai quattro vincitori di accedere direttamente al Festival di Sanremo. Il sostituto procuratore Antonella Politi aveva chiesto nove ordinanze di custodia cautelare, ma il giudice Anna Bonsignorio ne ha accolte soltanto tre. Secondo l` accusa, corroborata da intercettazioni telefoniche ed ambientali durate dal giungo 2002 al gennaio 2003, Esposito avrebbe fatto pressioni su alcuni componenti della giuria (tra cui sua moglie) per favorire l`ingresso alla finalissima di tre cantanti che erano stati presentati dal manager Andreoli: Mamo Belleno, Piervincenza Casati ed il gruppo degli Allunati. Per portare a termine il disegno criminoso, Andreoli ha promesso a Esposito la corresponsione di due tangenti da 50 mila euro: una per ciascun cantante. In questa maniera, il terzo avrebbe superato le selezioni gratuitamente.
Indagati in concorso figurano anche due componenti della giuria (il batterista dei Matia Bazar ed ex direttore artistico dell`Accademia, Giancarlo Golzi, ed il condirettore di Tv Sorrisi e Canzoni, Rosanna Mani), nonchè due «sponsor» di una cantante, Raissa, che poi non vinse: Gilberto Feroldi e Liliana Boselli.
Ma questo è soltanto uno dei tre filoni investigativi sui quali è concentrata l`attenzione della magistratura sanremese.Gli altri due riguardano la presunta turbativa d`asta per l`aggiudicazione alla Publimod dell`appalto dell`Accademia della Canzone indetto dal Comune di Sanremo, proprietario del marchio, e una serie di abusi edilizi commessi nella realizzazione del Teatro del Mare, l`opera precaria voluta e fatta edificare da Angelo Esposito. Per questi ultimi due filoni, nel registro degli indagati figurano pure i nomi del sindaco di Sanremo Giovenale Bottini, dell` assessore al turismo Antonio Bissolotti e dell` ex capo struttura di Raiuno Mario Maffucci.
Dunque, paghi due, prendi tre. Come nelle offerte dei supermercati, per vincere all`Accademia della Canzone era sufficiente pagare centomila euro per due cantanti per ottenere il passaggio in finale anche di un terzo artista. Sulle presunte tangenti Pippo Baudo ha commentato: «Sono voci che sentivo da molti anni, ma potevano anche essere solo calunnie». «Questo si era sempre detto», ha dichiarato a sua volta il ministro per le comunicazioni Maurizio Gasparri, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano un commento sulle vicende delle tangenti dell`Accademia di Sanremo. «Io sono sempre ingenuo – ha detto il ministro – e penso sempre che i concorsi siano aperti alla qualità. Dopo di che vedremo dall`inchiesta. Speriamo che io abbia avuto ragione nella mia ingenua previsione».
Il Codacons, associazione per i diritti dei consumatori, ha annunciato che si costituirà parte civile, aggiungendo che un giovane cantante che partecipò alle selezione dell`Accademia senza arrivare in finale è intenzionato a chiedere il risarcimento.
Francesco Andreoli, il quarantenne bresciano arrestato, si sente «sereno per quanto riguarda le accuse mosse nei suoi confronti e convinto di poter dimostrare che è tutto un clamoroso equivoco». Ma è anche amareggiato perchè dopo «una vita trascorsa a promuovere la musica tra i giovani ora è stato coinvolto in una inchiesta, da persone che con la musica non hanno nulla a che fare». A dichiararlo è il suo legale, l`avvocato Carlo Ambrosini del Foro di Brescia.«Ho già presentato – spiega Ambrosini – richiesta formale affinchè Francesco venga sentito al più presto in modo che possa chiarire la propria posizione». A Gambara, il paese della bassa bresciana dove Andreoli vive, la notizia dell`arresto ha suscitato scalpore tra tutti gli abitanti.

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