26 Novembre 2021

SALVIAMO I DAINI DEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO!

    Il piano gestionale di contenimento dei daini presenti presso il Parco Nazionale del Circeo al centro della polemica: il Codacons contesta i metodi cruenti e l’impiego delle risorse pubbliche e mette a disposizione dei cittadini una nomina individuale, per segnalare la propria posizione nell’eventuale processo!

    I FATTI

    Il Parco Nazionale del Circeo venne istituito nel 1934, con la Legge n. 285 del 1934, “allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio naturalistico e per la promozione e lo sviluppo del  turismo e delle attività compatibili”. I daini sono stati introdotti nel Parco Nazionale del Circeo nel 1953, nell’ambito dei programmi di allevamento della selvaggina da ripopolamento (per liberarli poi in altre aree del territorio nazionale) che venivano svolti dall’ex Azienda di Stato delle Foreste Demaniali. Secondo notizie di stampa, erano stati allocati all’interno di un recinto dal quale uscirono a causa della mancata manutenzione, dando origine alla popolazione libera che oggi si trova nel Parco.

    Gli organi di gestione del Parco Nazionale del Circeo, pur a conoscenza del fenomeno dell’aumento esponenziale della presenza dei daini, nel corso degli anni non sembrerebbero aver preso alcun provvedimento, fino ad arrivare all’adozione del Piano gestionale di controllo del daino nella foresta demaniale solo nel 2017. Interventi tempestivi, quali la sterilizzazione degli animali presenti o la ricollocazione, effettuati nel corso del tempo, a scopo ornamentale, avrebbero consentito di arginare il fenomeno della riproduzione incontrollata della specie, evitando gli ingenti impegni di spesa che poi si sono invece resi necessari. L’errata gestione dei daini all’interno del Parco potrebbe aver condotto, nel corso degli anni, alla necessità di dover procedere con un Piano di contenimento caratterizzato non solo da metodi cruenti nei confronti degli animali, ma anche da un impegno economico ingente (195.000 euro così come previsto con la Determinazione del Direttore dell’Ente Parco Nazionale del Circeo n. 226/2019) e, fino a ora, forse ingiustificato, vista la mancata realizzazione di un’efficace opera di riequilibrio della fauna del Parco. Il Piano ha stabilito una riduzione della popolazione di daini: la previsione è quella di arrivare, entro 6 anni, ad una densità di 15-20 daini per 100 ettari, mentre entro 15 anni, ad una densità pari a 0,3 capi/ettaro, di molto inferiore rispetto alla densità che l’ecosistema può sopportare. Per attuarlo, sono stati pubblicati tre bandi: il primo per adozioni per scopo ornamentale, il secondo, per l’allevamento “a scopo alimentare” (cioè con destinazione alla macellazione) e il terzo, per “l’allevamento all’interno delle Aziende agro-turistiche e venatorie (cioè per le facili partite di caccia)”.

    LA PROTESTA

    A partire da inizio 2020 è iniziata una protesta da parte della società civile e delle associazioni ambientaliste contro le modalità prescelte per attuare il Piano: cattura tramite corral e abbattimento tramite sparo. Scelta, quest’ultima, che potrebbe presentare diversi profili di illegittimità potendo integrare gli estremi del reato di maltrattamento di animali di cui all’art. 544 ter del Codice Penale. La giurisprudenza, sul punto, ha affermato che “in materia di delitti contro il sentimento per gli animali, la fattispecie di maltrattamento di animali (art. 544 ter c.p.) configura un reato a dolo specifico nel caso in cui la condotta lesiva dell’integrità e della vita dell’animale è tenuta ‘per crudeltà’ mentre configura un reato a dolo generico quando la condotta è tenuta ‘senza necessità’ (Cass. pen. n. 44822/2007). E non a caso, due petizioni hanno chiesto al Parco una revisione dei bandi, con eliminazione di quelli relativi allo “scopo alimentare” e all’“allevamento in aziende agro-turistiche e venatorie”.

    A oggi, la questione è ancora in una fase di stallo: l’impressione è che a breve verrà attuato il Piano Gestionale di contenimento del daino. Eppure, uno scenario di questo genere potrebbero portare a ravvisare gli estremi di alcuni reati: come quello di rifiuto di atti di ufficio, oltre al tema del maltrattamento di animali.

    L’ente Parco Nazionale del Circeo sembrerebbe infatti aver assistito inerme all’aggravarsi della situazione di sovrappopolazione di daini per decenni, adottando successivamente atti non idonei al raggiungimento dell’interesse pubblico perseguito, così da giustificare la richiesta di svolgere accertamenti sul suo operato e quindi sulla sussistenza di eventuali responsabilità.

    L’INIZIATIVA CODACONS

    Il Codacons ha deciso di intervenire di fronte a questa situazione: con un esposto, l’Associazione si è rivolta a Procura di Latina, Corte dei Conti e Autorità Anticorruzione per fare luce sulla vicenda.

    Inoltre, è importante la partecipazione dei cittadini a una battaglia che sta a cuore di molti: con la nomina individuale messa a disposizione degli interessati è possibile chiedere alla Procura di indagare su quanto accaduto e segnalare la propria qualità di parte offesa, riservandosi la facoltà di promuovere, nelle forme e con le modalità prescritte dalla legge, la costituzione di parte civile nel procedimento penale che eventualmente dovesse essere instaurato.

    Per iscriverti al Codacons e aderire all’iniziativa, clicca sul tasto PayPal di seguito.




    Una volta concluso il pagamento sarai reindirizzato in automatico alla compilazione del form d’iscrizione; se questo non dovesse accadere, clicca su “torna sul sito del venditore” per completare la procedura di iscrizione e scaricare il modulo.

        Previous Next
        Close
        Test Caption
        Test Description goes like this
        WordPress Lightbox