16 Febbraio 2019

Processo al finto broker Fabio Gaiatto, solo 30 vittime alla maxiudienza

 

DAL NOSTRO INVIATO CORDENONS (PORDENONE) Centinaia di parti civili costituite (in attesa dell’ ufficialità pare tra 800 e 900), 67 avvocati, ma solo una trentina di vittime presenti in aula, o meglio al centro culturale Aldo Moro di Cordenons (Pordenone) trasformato in tribunale vista la quantità delle parti. E’ partita sabato l’ udienza preliminare del processo a Fabio Gaiatto, il 43enne finto broker di Portogruaro accusato di aver truffato oltre mille clienti che si erano a lui affidati per investimenti online nel mercato Forex, e ai suoi 16 presunti complici, a partire dalla moglie Najima Romani, 32 anni. La prima udienza è durata, tra registrazione preliminare delle parti civili e costituzione di fronte al gip Eugenio Pergola, circa cinque ore, ma solo il 2 marzo si discuterà sulla loro ammissione, dopo che i difensori avranno potuto consultarle tutte: oltre alle vittime, hanno chiesto di essere parti civili anche associazioni come il Codacons ed enti come il Comune di Portogruaro. Il procuratore capo di Pordenone Raffaele Tito, che ha coordinato le indagini con il pm Monica Carraturo, ha poi annunciato di aver dato il consenso ai primi due patteggiamenti: quello del lombardo Massimo Baroni (un anno e mezzo) e quello del triestino Ubaldo Sincovich (un anno e 5 mesi), accusati di aver fatto da procacciatori di clienti. I due sono anche i primi – Baroni con 9 mila euro, Sincovich con 8500 – a effettuare i versamenti nel conto corrente aperto dalla procura per i risarcimenti delle vittime. La ricostruzione della procura Secondo la ricostruzione della procura, Gaiatto avrebbe truffato in un paio d’ anni 2700 clienti, raccogliendo 72 milioni che fingeva di investire nel mercato Forex con la sua Venice Investment e restituendone solo un terzo. Con Gaiatto sono a processo anche Romani e Claudia Trevisan, il suo braccio destro, residente a Fossalta di Portogruaro, dove era stata candidata a sindaco nel 2004: quest’ ultima è accusata anche di avergli procurato 154 clienti per un totale di 2,6 milioni. Gli altri sono Massimo Minighin, 42enne di Fossalta, accusato di avere creato e aggiornato quotidianamente, a fronte di un pagamento di 600 mila euro, il sito internet della Venice Investment, dove i clienti potevano controllare i (falsi) guadagni, vistto che Gaiatto prometteva interessi del 10 per cento mensile; poi una fitta rete di promotori che procacciava i clienti in cambio di ricche provvigioni, tutti indagati non solo per truffa, ma anche di intermediazione finanziaria abusiva: tra i veneti ci sono i veneziani Massimiliano Vignaduzzo (168 clienti, 2,8 milioni raccolti) e Flavio Nicodemo (27 clienti, 370 mila euro), il vicentino Giulio Benvenuti (140 clienti, 3,1 milioni, tra cui il tennista Andreas Seppi, che ha perso 520 mila euro), i padovani Andrea Zaggia (24 clienti, 429 mila euro) e Moreno Vallerin (17 clienti, 301 mila euro), i trevigiani Daniele Saccon (14 clienti, 407 mila euro) e Massimiliano Franzin (19 clienti, 322 mila euro). Gaiatto e Marjia Rade, slovena, sono accusati anche di avere esercitato un’ abusiva attività di prestiti di denaro per un totale di 11,5 milioni nei confronti di 78 clienti, ovviamente senza avere alcun titolo per farlo. Entrambi, insieme con la moglie di Gaiatto, devono pure rispondere di autoriciclaggio per avere acquistato 18 immobili, anche in Croazia, per un totale di 4 milioni di euro. LEGGI ANCHE: Gaiatto: «I Casalesi li ho chiamati io. Sanno tutto, sono come lo Stato» Favorivano il clan dei Casalesi con estorsioni, sette arresti: c’ è anche il broker FabioGaiatto Venezia, truffa da 72 milioni: arrestato «il Madoff del Nordest» Gaiatto, caccia al tesoro nascosto i magistrati guardano alla Croazia 16 febbraio 2019 (modifica il 16 febbraio 2019 | 19:37)
alberto zorzi

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