5 Novembre 2015

Mafia capitale, al via il maxi processo. L’avvocato: Carminati parlerà

Mafia capitale, al via il maxi processo. L’avvocato: Carminati parlerà

Con l’appello degli imputati da parte del presidente della decima sezione penale del tribunale Rosanna Ianniello ha preso il via il processo a ‘Mafia Capitale’ in un’aula Occorsio ridotta a una bolgia per il gran numero di avvocati, loro assistenti e giornalisti presenti. L’ex Nar Massimo Carminati, ritenuto il promotore dell’associazione di stampo mafioso, è collegato in videoconferenza dal carcere di Parma, mentre il presidente della cooperativa ’29 giugno’ Salvatore Buzzi da quello di Tolmezzo. Tra gli imputati in aula ci sono l’imprenditore Daniele Pulcini e Luca Odevaine, l’ex componente del Tavolo di coordinamento nazionale per l’accoglienza dei richiedenti asilo, che ha ottenuto due giorni fa gli arresti domiciliari dopo undici mesi trascorsi in carcere.
“Farò parlare Massimo Carminati, stavolta è intenzionato a difendersi in modo diverso dal solito perché vuole chiarire un sacco di cose e credetemi… lo farà sicuramente”. L’avvocato Giosuè Bruno Naso, difensore storico dell’ex Nar spiega così l’avvio del processo ‘Mafia Capitale’. “Di tutta questa storia a Carminati ha dato particolarmente fastidio il fatto che il suo nome sia stato accostato alle parole ‘mafia’ e ‘droga’. Con la mafia non c’entra proprio nulla e la droga gli fa veramente schifo. E non parliamo delle armi che non sono mai state trovate”.
Rispetto alle sentenze emesse in abbreviato due giorni fa davanti al gup Anna Criscuolo che ha attribuito a un collaboratore di Buzzi l’aggravante di aver agevolato l’associazione mafiosa, Naso ha parlato “di decisione ampiamente attesa, arrivata in forma assolutamente tempestiva. Noi da un anno stiamo aspettando di comparire davanti al tribunale e, guarda il caso, gli immediati verranno celebrati proprio alla vigilia di questa sentenza gup e dell’arresto di alcuni giorni fa della dirigente Eur Spa, Clelia Logorelli, per corruzione. Questo per far capire il clima…
Secondo me c’è una regia facilmente identificabile che vuole tutto questo. In aula lo dirò a chiare lettere”.
“Tenere a distanza gli imputati non facilita la gestione della difesa. Questa vicenda è semplice, questo non è un maxi processo, ma un processetto”, ha poi detto l’avvocato Naso nel corso del suo intervento davanti ai giudici della X sezione del tribunale di Roma, alla prima udienza di ‘Mafia Capitale’ in relazione alla decisione di trasferire in carceri diverse da Rebibbia, Fabrizio Franco Testa e Riccardo Brugia. “Vogliamo che cambi l’aria – ha continuato il penalista, che assiste anche Massimo Carminati – la sua ordinanza con cui sono stati disposti i trasferimenti non è corretta e rispettosa. La conosco da 35 anni, come giudice intellettualmente onesta, autonoma e indipendente. Dopo il suo provvedimento sono stato deluso e amareggiato, sono rimasto di sasso”. “Brugia e Testa in cosa sono diversi da tutti gli altri? Brugia viene considerato il braccio destro di Carminati, cse volessi lasciarmi andare ad una battuta potrei dire che è l’occhio destro. Da cosa si ricava questa pericolosità particolare? Testa è padre di un bimbo autistico e questo trasferimento a Secondigliano impedisce di avere contatti con il figlio”.
L’avvocato Naso ha quindi aggiunto: “Tutto questo viene studiato per rendere impossibile la difesa”.
E nel giorno in cui si apre il processo per “Mafia capitale” mossa a sorpresa del Codacons e del M5S che si sono costituiti parte civile. Gli avvocati del Codacons chiedono infatti al Tribunale di Roma di inserire nel processo il Comune non come parte civile, ma come responsabile civile per i reati commessi dagli imputati. L’elevato numero di funzionari e dirigenti dell`amministrazione capitolina, pari a 101 soggetti che risulterebbero collusi o quantomeno legati al sistema mafioso degli appalti, rendono evidenti le responsabilità del Comune che non solo non si è accorto degli illeciti, ma nemmeno ha svolto la dovuta attività di prevenzione e vigilanza, spiega l’associazione in un comunicato. La gestione irregolare degli appalti ha prodotto un danno ai cittadini romani che il Codacons calcola oggi in circa 1 miliardo di euro, soldi pagati dagli utenti attraverso un sovraprezzo di imposte e tasse locali e un grave peggioramento della qualità dei servizi in numerosi settori. Danno che ora dovrà essere risarcito attraverso la costituzione di parte civile presentata dal Codacons per conto dei cittadini romani.

Sì dei giudici alla presenza delle tv, giudici: “Interesse sociale rilevante”

Via libera del tribunale alle riprese televisive del processo a ‘Mafia Capitale’. Il provvedimento è stato adottato “alla luce dell’interesse sociale particolarmente rilevante alla conoscenza del dibattimento in relazione alla natura delle imputazioni, ai soggetti coinvolti e alla gravita’ dei fatti contestati”. Le immagini potranno essere diffuse da una sola testata (la Rai) che poi provvedera’ a distribuire a tutte altre solo a fine udienza. Il tribunale ha vietato la diretta anche radiofonica del processo e ha autorizzato la ripresa dei volti dei soli imputati che hanno prestato il consenso: tra gli altri, Salvatore Buzzi, Massimo Carminati, Riccardo Brugia, Luca Odevaine, Sergio Menichelli, Giovanni De Carlo, Claudio Turella e Giovanni Fiscon.

Odevaine, a Roma non c’è sistema mafioso

“A Roma non c’è un sistema mafioso che gestisce la città. A Roma le cose si trascinano. A Roma la mafia investe in attività legali”. Luca Odevaine, tra gli imputati nel processo Mafia Capitale, parla a margine della prima udienza in corso nell’aula ‘Vittorio Occorsio’. “Con Carminati non c’entro nulla – assicura – affronto serenamente questo processo dopo un percorso che mi ha portato a collaborare con i magistrati”. Il sistema delle coop? ” Bisogna arrivare a compromessi fiscali perché lo Stato non paga”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox