25 Ottobre 2019

La cresta sui fondi pubblici per gestire le case di riposo

`in cella i vertici del gruppo “sereni orizzonti” creato dall’ ex consigliere friulano di fi, massimo blasoni `per la finanza 6 regioni (anche veneto e friuli) hanno pagato 10 milioni per servizi inadeguati
L’ INCHIESTA UDINE «Minimizzare i costi di gestione di una struttura ramificata in varie regioni d’ Italia, anche a costo di fornire agli ospiti di case di riposo e residenze sanitarie servizi e prestazioni inferiori agli standard previsti dai contratti». Il tutto per ottenere da sei Regioni (Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia) e dalle rispettive Aziende sanitarie contributi pari a oltre 10 milioni di euro. Sono le accuse sulla base delle quali il gip di Udine, Mariarosa Persico, ha firmato l’ ordinanza di misura cautelare in carcere per Massimo Blasoni, imprenditore udinese di 54 anni, ex consigliere regionale di Forza Italia e fondatore e titolare della Sereni Orizzonti Spa, società che fornisce servizi sanitario-assistenziali e che gestisce in tutta Italia 80 strutture. Con Blasoni sono finiti in carcere anche Marco Baldassi (55enne udinese), consigliere nel cda di Sereni Orizzonti che aveva il compito di sottoscrivere le rendicontazioni annuali, Judmilla Jani (46enne di origini albanesi ma residente a Udine), direttrice dell’ Area 1 della società che comprende le strutture assitenziali e Federico Carlassara (42enne nato a Motta di Livenza, in provincia di Treviso, e residente a Majano, in provincia di Udine), responsabile dell’ ufficio personale di Sereni Orizzonti. Il gip ha ordinato gli arresti domiciliari per Denise De Riva, Claudio Salvai, Laura Spera e Manuela Castaldi, titolari di posizioni di vertice all’ interno della società. È stato disposto l’ obbligo di dimora per Walter Campagnolo, mentre l’ indagato Sergio Vescovi è stato colpito solamente dal divieto temporaneo di esercitare attività professionali connesse all’ assistenza sanitaria. LE INDAGINI Secondo il colonnello Sergio Schena, comandante della Guardia di Finanza provinciale di Udine, quello scoperto dalle Fiamme Gialle è un vero e proprio sistema, con al vertice la figura di Blasoni, che «impartiva le direttive strategiche e politiche al resto del gruppo». Per l’ accusa, tutto partiva dalle indicazioni che scaturivano dal fondatore di Sereni Orizzonti. Il diktat era quello di abbassare i costi per far schizzare verso l’ alto i profitti derivanti dall’ assistenza agli anziani e alle persone non autosufficienti. «Dobbiamo tagliare e ridurre i costi», è il concetto che si evince da una delle tante intercettazioni che compongono uno dei faldoni connessi all’ indagine. Come funzionava il sistema? Alla base, secondo gli inquirenti, c’ era una rete di artifizi, che serviva a dimostrare agli Enti che poi dovevano erogare i finanziamenti lo svolgimento di una serie di servizi a beneficio degli ospiti delle strutture. I fatti si riferiscono agli anni 2016, 2017 e 2018. Tutto è partito da una prima verifica fiscale, sfociata ieri mattina negli arresti e in una serie di perquisizioni nelle strutture e nelle abitazioni degli indagati, nonché nel sequestro di beni per circa 10 milioni di euro. La Regione Friuli Venezia Giulia, ad esempio, nei tre anni presi in esame ha sborsato poco più di un milione. Il Piemonte 1,8 milioni, la Sicilia circa otto. C’ erano tre forme di finanziamento: l’ abbattimento delle rette derivante direttamente dall’ Ente, quello di competenza dei Comuni e la contribuzione diretta alla società per l’ erogazione di servizi medico-infermieristici. Per ottenere i fondi, i presunti ideatori del sistema raggiungevano dei parametri legati a quantità e qualità dei servizi a beneficio degli ospiti (fisioterapia, assistenza infermieristica, lavoro degli operatori socio-sanitari) non solo falsificando fatture e gonfiando prestazioni in realtà mai fornite, ma anche rendicontando maggiori ore di assistenza socio-sanitaria, considerando tra queste prestazioni anche quelle effettuate da personale privo delle necessarie qualifiche e, di fatto, impiegate solo nei servizi di pulizia e di cucina. La documentazione attestante le presenze giornaliere degli operatori assistenziali e le ore di lavoro da loro realmente prestate era sistematicamente distrutta o occultata agli organi di vigilanza. Ogni ospite di una casa di cura o di una casa di riposo riceve una quantità di servizi espressa in ore, sulla base della quale vengono disposti i finanziamenti. Ciò che dava realmente la Sereni Orizzonti ai suoi ospiti, però, era sensibilmente inferiore a ciò che dichiarava di dare. Ciò, secondo le Fiamme Gialle, si è tradotto in un «netto pregiudizio relativo alla salute dei degenti». Non sarebbero stati rispettati nemmeno i contratti di lavoro. Oltre alla truffa aggravata ai danni degli Enti che erogavano i contributi, agli indagati è contestata anche la truffa ai danni dei privati che sostenevano il pagamento intero delle rette di degenza e che invece ricevevano servizi inferiori a quelli per i quali avevano pagato. Il Codacons ha già ufficializzato la decisione di costituirsi parte civile. Le irregolarità più importanti sono state riscontrate nelle strutture udinesi di Pavia di Udine e Ajello, nonché in due altre strutture: una in Piemonte e l’ altra in Sicilia. Almeno altre venti case di ricovero sono in queste ore al setaccio. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
marco agrusti

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