6 Settembre 2012

Inchiesta della procura sui quiz tv per suonerie

Inchiesta della procura sui quiz tv per suonerie

TROPPO facile per essere vero. Dietro le scene di alcuni quiz si nasconde qualcosa di poco chiaro, forse addirittura truffaldino, al punto che il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Torino contro i concorsi televisivi che formulano domande semplici come «Il lupo perde il pelo o il vizio?» oppure «Ride bene chi ride ultimo o primo?». Risposte troppo facili per un premio di 500 euro o un dispositivo della Apple. Così il sostituto procuratore Raffaele Guariniello ha aperto un fascicolo per approfondire la questione e ha affidato gli accertamenti ai carabinieri del Nas. Al centro della vicenda c’ è la David 2 S.p.a., società torinese per servizi «svago e intrattenimento per il cellulare» e riconducibile all’ editore Massimo Massano, già deputato del Movimento sociale. L’ azienda era già stata sanzionata a luglio dall’ autorità garante della concorrenza e del mercato per «pratica commerciale scorretta» e condannata a pagare una sanzione di 100mila euro, ma ha continuato nonostante la multa. Il gioco deve valere la candela, a differenza di quanto invece accade agli utenti: ignari inviavano un sms con la risposta e con la speranza di vincere «un iPhone 4S, un iPad o 500 euro di ricarica», ma sottoscrivevano l’ abbonamento “All you can” dal costo di 24,20 euro ogni mese. «Non dicono che si sottoscrive un servizio per scaricare suonerie e desktop – afferma l’ avvocato Tiziana Sorriento, responsabile regionale del Codacons che ha presentato in procura l’ esposto -. Le modalità sono sicuramente ingannevoli e su questo l’ antitrust ci ha visto chiaramente, sanzionando anche la compagnia telefonica (la Vodafone, ndr) che appoggiava questo gioco». Negli spot è impossibile leggere le informazioni scritte a caratteri minuscoli (il costo del servizio, il montepremi complessivo di 500 euro, la data dell’ estrazione del vincitore fissata per il 14 febbraio 2013), né era possibile leggere i rimandi al regolamento pubblicato sul sito internet www.allyoucan. it: «È inimmaginabile che un utente possa leggerlo senza fare un fermo immagine », continua l’ avvocato. A cascare più spesso nel tranello sono i giovanissimi, i cui genitori – dopo le ricariche pagate o le bollette ricevute – hanno informato il Codacons: «È facilissimo attivare l’ abbonamento e non è così semplice uscirne perché non basta un sms, ma bisogna mandare una raccomandata e formalizzare la disdetta». L’ associazione ha inoltrato la denuncia anche all’ Antitrust e all’ Autorità delle Comunicazioni: «Abbiamo chiesto che valutino anche la responsabilità delle emittenti Mediaset che trasmettono per la maggiore queste pubblicità», continua Sorriento. Il Codacons ipotizza il reato di truffa, anziché di frode in commercio: «Qui non vendono un oggetto scambiandolo per un altro. Qui la gente non sa di “comperare”». La scelta spetta però al pm. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
andrea giambartolomei
 

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