5 Marzo 2019

Gaiatto, processo con sconto di pena

IL PROCESSO CORDENONS Nessun risparmiatore è stato estromesso dal processo contro Fabio Gaiatto e suoi sedici coimputati. Da recuperare ci sono oltre 30 milioni di euro, ma i conti inglesi della Venice Investment Holding Ltd, dove le vittime inviavano i bonifici, sono vuoti. La Guardia di finanza di Portogruaro continua a indagare e a depositare atti di indagine, tanto che nei giorni scorsi, oltre all’ interrogatorio della consulente slovena Marija Rade e i controlli sui conti correnti di alcuni imputati, il procuratore Raffaele Tito ha depositato un’ integrazione sulla rogatoria riguardante i conti esteri delle società di Gaiatto. «Si tratta di un’ elaborazione che rende più comprensibile il lavoro fatto dalla Guardia di finanza – ha spiegato – Dalla rogatoria emerge che in quei conti il denaro c’ era, ma adesso non c’ è più nulla». Al momento per le oltre 1.100 vittime ci sono soltanto i 72.500 euro versati da quattro imputati sul conto corrente aperto a nome del procedimento penale. Con l’ udienza di ieri il processo si è spezzato. Gaiatto è stato formalmente ammesso al rito abbreviato: verrà processato solo sugli atti attualmente presenti nei 68 faldoni dell’ indagine. La sua posizione verrà stralciata e definita a giugno. L’ importante, per il gup Eugenio Pergola, era perfezionare l’ udienza preliminare entro il 9 marzo per non lasciar scadere i termini della misura cautelare. Contro Gaiatto c’ è anche Samuele Faè, l’ imprenditore di Caorle arrestato dieci giorni fa nell’ ambito dell’ inchiesta veneziana sui Casalesi e che sostiene di avanzare 6 milioni di euro da Venice. «Per il momento non ho nulla da dire – ha riferito il l’ avvocato Guido Galletti, difensore del trader di Portogruaro – Una cosa è l’ ammissione di parte civile, una cosa è la prova del danno». Alla prossima udienza – sabato – uscirà dal processo anche chi ha chiesto di patteggiare: la lignanese Najima Romani, compagna di Gaiatto; Massimo Baroni, lombardo di Piario; il triestino Ubaldo Sincovich e la contabile slovena Marija Rade, per la quale l’ accordo con la Procura è ancora in sospeso. Alla luce del nuovo materiale investigativo depositato dalla Finanza di Portogruaro, con la Procura sarebbero state abbozzate altre intese di patteggiamento. Si tratta di un rito alternativo che mette fuori gioco le parti civili, per questo il procuratore pretende il versamento di una somma di denaro da tutti coloro che patteggiano. Sabato comincerà anche la discussione. Il pm Monica Carraturo aprirà il fuoco, seguita il 27 marzo da Tito e dalle prime parti civili. Il 28 marzo concluderanno le parti civili e le difese di coloro che non hanno scelto riti alternativi: Massimiliano Vignaduzzo di San Michele al Tagliamento (avvocato Francesco Murgia), Giulio Benvenuti (Marco Dal Ben), Marco Zussino (Elisabetta Zuliani), Luca Gasparotto (Olga Fabris), Andrea Zaggia, Moreno Vallerin e Daniele Saccon (Chiara Maltese), Claudia Trevisan (Giorgio Dussin, finora mai presente), Massimo Osso (Piergiorgio Sovernigo), Flavio Nicodemo (Nicola De Stefano e Olga Fabris), Massimiliano Franzin (Remo Lot) e Massimo Minighin (Alessia Crapis e Cristiano Leone). Se andranno a giudizio contro di loro ci saranno, oltre ai risparmiatori, anche Codacons con l’ avvocato Daniela Magaraci, Federconsumatori con gli avvocati Roberto Cescutti, Annachiara Tortora e Davide Petralia, infine il Comune di Portogruaro, che chiede i danni d’ immagine con l’ avvocato Serenella Giacomel. Il giudice li ha ammessi tutti e tre. L’ unico ente escluso è Afue, perchè la sua partita Iva è stata aperta dopo i fatti contestati nel capo di imputazione. I risparmiatori si sono visti sbarrare la via dei risarcimenti solo nei confronti delle società imputate: Studio Holding doo, Venice Investment doo e Venice Investment Group doo. Il gup ha accolto l’ eccezione dell’ avvocato Paolo Dell’ Agnolo, basata sul fatto che gli enti possono rispondere unicamente per l’ illecito amministrativo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
cristina antonutti

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