4 Luglio 2020

LO SCANDALO DELL’ESCLUSIONE DEI PROFESSIONISTI ISCRITTI ALLE CASSE DI PREVIDENZA DAL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PREVISTO DAL DECRETO RILANCIO

    PARTE IL PRIMO RICORSO AL TAR DEL LAZIO CONTRO

    L’ESCLUSIONE DEI PROFESSIONISTI ISCRITTI ALLE CASSE DI PREVIDENZA DAL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PREVISTO DAL DECRETO RILANCIO 

    PREADERISCI ALL’INIZIATIVA ENTRO IL 18 AGOSTO 2020

    Il Decreto Legge “Rilancio” ha illegittimamente escluso i professionisti iscritti alle Casse di Previdenza dall’aiuto economico stanziato per fronteggiare il calo del fatturato delle imprese dovuto all’emergenza Coronavirus.

    Il Codacons, in proprio e per il suo Presidente Carlo Rienzi nella qualità di professionista escluso dal contributo, assistito dai suoi legali, ha già predisposto ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento dei provvedimenti attuativi del Decreto che confermano l’esclusione, e sta valutando l’avvio di un’iniziativa collettiva per tutti i professionisti non inclusi nel beneficio.

    Se sei un professionista iscritto alle Casse private di previdenza,  preaderisci all’azione  del Codacons per contestare la scelta del Governo ENTRO E NON OLTRE IL 18 AGOSTO!

    I FATTI

    Il Decreto Rilancio prevede nel suo Titolo II, dagli articoli 24 – 65, le «Misure a sostegno alle imprese e agli altri operatori economici con partita iva, compresi artigiani, lavoratori autonomi e professionisti colpiti dall’emergenza sanitaria».

    L’articolo 25, in particolare, prevede lo stanziamento di contributi a fondo perduto in favore di autonomi e imprese in crisi economica e di liquidità. La finalità perseguita dalla disposizione è dunque quella di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-l9, ed in particolare le imprese e gli altri professionisti che ad aprile abbiano avuto un calo del fatturato di oltre un terzo rispetto allo stesso mese del 2019, demandando all’Agenzia delle Entrate la gestione della procedura per la concessione del  contributo.

    I soggetti aventi diritto alla richiesta del contributo a fondo perduto sono tutti i soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo (nonché coloro che producono reddito agrario) titolari di Partita IVA. Non assume quindi rilievo la forma giuridica (sia essa un’impresa individuali, o un società di persone e di capitali, o una società tra professionisti e società semplici per lo svolgimento di attività di lavoro autonomo) né il regime contabile adottato (contabilità ordinaria o semplificata); pertanto rientrano anche i contribuenti in regime forfettario e coloro che adottano il regime dei minimi. A loro il decreto legge garantisce un contributo calcolato come percentuale della differenza tra il fatturato di aprile 2019 e quello di aprile 2020. 

    Il  Decreto Rilancio ha, però,  aggiunto una lista di soggetti  esclusi all’accesso del contributo ossia i lavoratori dipendenti ed i professionisti iscritti alle Casse di previdenza, e ciò a prescindere dalla possibilità di accedere all’indennità prevista dal D.L. 18/2020.

    Rimangono dunque esclusi, citando solo alcune categorie, avvocati, architetti, dentisti, psicologi e geometri.

    Infatti, il comma 2 dell’art. 25 del Decreto Legge contiene le categorie di soggetti che non possono in ogni caso beneficiare del contributo. Si tratta, in particolare, dei seguenti soggetti:

    – i soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020;

    – gli enti pubblici di cui all’articolo 74 del tuir;

    – gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’articolo 162-bis del tuir;

    – i soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 e 38 del d.l. n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020;

    i lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (ossia casse professioniste) di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103.

    Ed infatti i provvedimenti attuativi emanati da Agenzia delle Entrate in relazione al citato articolo di legge prevedono l’invio della domanda di accesso al contributo tramite una procedura che contempla  obbligatoriamente – pena la mancata conclusione della stessa – la dichiarazione di non rientrare in una delle categorie di cui al comma 2 dell’articolo 25 DL Rilancio.

    L’esclusione dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria dal contributo previsto per le imprese è inaccettabile già solo in ragione del fatto che, dinnanzi alla crisi sanitaria che purtroppo l’Italia ha vissuto e sta ancora vivendo,  a tutti i soggetti economici, indipendentemente dalla forma giuridica adottata, deve essere assicurato lo stesso trattamento se si trovano nelle medesime condizioni.

    Inoltre, tale esclusione appare illegittima anche sul piano strettamente giuridico, per due ordini di ragioni.

    In primo luogo, essa si pone in contrasto con la giurisprudenza comunitaria, che afferma l’equiparazione tra professionisti ed imprese, statuendo che “Costituisce un’attività economica qualsiasi attività che consista nell’offrire beni o servizi su un determinato mercato, vale a dire prestazioni fornite di norma dietro remunerazione. A tale riguardo, la caratteristica essenziale della remunerazione risiede nella circostanza che essa costituisce il corrispettivo economico della prestazione di cui trattasi.”

    In secondo luogo, appare evidente il contrasto con il principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’art. 3 della nostra Costituzione, introducendo un trattamento differenziato per soggetti economici che svolgono un’attività equivalente.


    L’AZIONE CODACONS

    Considerata l’estrema gravità di quanto detto, il Codacons ha deciso di avviare un’azione per chiedere che sia dichiarata l’illegittimità della normativa e dei provvedimenti attuativi relativi alla concessione del contributo a fondo perduto, nella parte in cui non includono i professionisti iscritti alle Casse di Previdenza di diritto privato. L’Associazione, in proprio e per il suo Presidente Carlo Rienzi nella qualità di professionista escluso dal contributo, assistita dai suoi legali, ha già predisposto il ricorso al Tar del Lazio e sta valutando l’avvio di un’iniziativa collettiva per tutti i professionisti esclusi.

    PER PREADERIRE

    Se anche tu sei un professionista iscritto alle Casse private di Previdenza,  puoi preaderire all’iniziativa, ENTRO IL 18 AGOSTO 2020, del tutto gratuitamente e senza impegno, cliccando qui. Dopo aver compilato il form, riceverai una mail contenente tutte le istruzioni per completare la preadesione. In particolare sarà necessario che tu effettui la procedura prevista da Agenzia delle Entrate per l’invio dell’istanza di richiesta del contributo a fondo perduto tramite il tuo cassetto fiscale, inviandoci copia via e-mail (tramite screenshot della relativa pagina) della schermata ove comparirà la dicitura “La casella ‘il richiedente dichiara di essere un soggetto diverso da quelli di cui al comma 2 dell’art. 25 del DL n. 34 del 2020 (D. L. “Rilancio”) è obbligatoria”, non essendoti consentito quindi di completare la richiesta.

    Con la preadesione avrai la possibilità di sottoporre  al Codacons la tua posizione, e successivamente – in caso di lancio dell’iniziativa collettiva – sarai ricontattato per poter concretamente aderire all’azione.

     

     

     

     

     

     

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