5 Novembre 2019

>>>ANSA/ Soldi da Parnasi, rischio processo Bonifazi e Centemero

 

(di Marco Maffettone) (ANSA) – ROMA, 05 NOV – Un finanziamento illecito per un totale di 400 mila euro. Denaro che l’imprenditore romano, Luca Parnasi, ha garantito all’associazione Più Voci (250 mila euro), vicina alla Lega, e alla fondazione Eyu (150 mila euro), legata al Pd. Per questo rischiano di finire sotto processo Giulio Centemero, tesoriere della Lega, e Francesco Bonifazi, ex tesoriere del Partito democratico ora passato nelle fila di Italia Viva. La Procura ha chiuso uno dei filoni della maxindagine sul nuovo stadio della Roma, atto che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. Nei confronti di Centemero il reato contestato è quello di finanziamento illecito così come per Parnasi (già sotto processo nel filone principale) e Bonifazi. A quest’ultimo i pm, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, contestano anche l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il denaro sarebbe stato elargito da Parnasi tra il 2015 e il 2018. Nel capo di imputazione che riguarda il tesoriere della Lega, l’accusa di finanziamento illecito è contestata anche al commercialista Andrea Manzoni, che viene definito dai pm “l’attuale revisore legale del gruppo Lega-Salvini al Senato”. Nel segmento di indagine che riguarda Bonifazi, il finanzimanto illecito è contestato anche a Gianluca Talone, commercialista di Parnasi e a Domenico Petrolo,​responsabile delle relazioni esterne “nonchè ‘fund raising’ di Eyu”. Petrolo, con Bonifazi, risponde pure dell’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Rischia il rinvio a giudizio, per una tentata concussione ai danni di Parnasi avvenuta nel gennaio del 2018, anche Anna Buccellato, funzionaria della soprintendenza archeologica. La funzionaria è accusata di avere tentato di imporre ad Eurnova, società all’epoca dei fatti guidata da Parnasi, alcuni archeologi per sondaggi preventivi nell’area dello stadio, arrivando a minacciare ‘una vera e propria guerra’ al gruppo Parnasi se non fosse stata cambiata la persona indicata dalla società. La notifica delle conclusioni delle indagini è arrivata proprio nel giorno della prima udienza del maxiprocesso che vede imputate 12 persone: oltre Parnasi, tra gli altri, anche l’ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, Adriano Palozzi (Forza Italia), l’ex assessore regionale, Michele Civita (Pd) e l’ex soprintendente speciale ai beni culturali di Roma, Francesco Prosperetti. Davanti all’ottava sezione collegiale il ministero dei Beni culturali ha depositato istanza di costituzione di parte civile. Oltre al Mibact anche l’Assoconsum ha depositato istanza mentre nella fase di udienza preliminare si erano già costituite Regione, Comune di Roma, Codacons e Cittadinanzattiva. Sulle nuove istanza il tribunale scioglierà la riserva il 2 dicembre prossimo nell’udienza durante la quale verrà unificato anche il procedimento che vede imputati Luca Alfredo Lanzalone, ex presidente di Acea, accusato di corruzione e traffico di influenze illecite, e il commercialista Fabio Serini, commissario straordinario dell’Ipa, l’ente previdenziale dei dipendenti capitolini. Nel corso dell’udienza, infine, gli avvocati Giorgio Tamburrini e Emilio Ricci, difensori di Parnasi hanno presentato una istanza che riconosca la non utilizzabilità di tutti gli atti di indagine compiuti dalla Procura tra il dicembre 2017 e il giugno 2018, non avendo avuto notifica della proroga delle indagine che sarebbe cominciata nel giugno 2017.

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