30 luglio 2017

«Via Valbona, auto come in Formula 1 Limiti da rivedere»

ponteranica i residenti lanciano una petizione interviene il codacons: «si istituiscano i 30 km orari» il sindaco: «i limiti già ci sono, faremo più controlli»
I residenti di via Valbona a Ponteranica, soprattutto nel tratto compreso tra il parcheggio del mercato e l’ incrocio con via Longari, sono esasperati per l’ alta velocità di auto e moto. Basta sostare una decina di minuti per rendersi conto del grado di inciviltà e incoscienza di chi prende il rettilineo come una prova di Formula 1. «Quando mia figlia esce per prendere il pullman – confessa Lucia Tripodi – mi sale l’ apprensione. Le auto corrono troppo». Anche per Silvana Previtali la situazione ha dell’ incredibile: «A tutte le ore, i mezzi salgono e scendono in modo spaventoso. Se poi qualcuno rispetta il limite, con noncuranza viene superato, e dall’ altra parte della strada non esiste il marciapiede». Per il marito Aldo Annunziata «le strisce pedonali che mancano, i limiti disattesi, le telecamere che non ci sono e l’ illuminazione non al top facilitano l’ alta velocità». C’ è una petizione Tutti sono firmatari di una petizione con la quale chiedono all’ amministrazione di intervenire. Anche un lettore ha scritto al nostro giornale lamentando la situazione. «La strada comunale di via Valbona è diventata un autodromo – scrive Roberto Rondi – dove automobilisti e motociclisti sfrecciano non curandosi dei divieti. A tutte le ore del giorno e della notte due terzi delle vetture e degli scooter superano abbondantemente il limite dei 50 chilometri all’ ora. Per non parlare dei “fenomeni” che percorrono la via accelerando ben oltre gli 80 chilometri orari ed effettuando spesso dei sorpassi azzardati nonostante sull’ asfalto sia disegnata una riga continua e siano indicati diversi passi carrabili». Per Rondi i dossi non hanno alcuna efficacia. Una volta superati gli automobilisti sui generis riprendono a forzare sull’ acceleratore. «Questa abitudine – continua – negli ultimi tempi si è accentuata non essendoci né controlli, né sanzioni e non capisco come mai l’ amministrazione comunale, così attenta in fatto di sicurezza sul territorio, non possa porre rimedio a questa pericolosissima situazione». Giuseppina Salvi non ha firmato la petizione pur riconoscendo il problema: «Le firme non servono. In macchina occorre andare con la testa. I dossi ci sono, i cartelli anche. La colpa dunque non è della strada ma di chi la percorre». L’ intervento del Codacons Sulla questione è intervenuto anche il Codacons scrivendo al sindaco perché prenda delle decisioni per fronteggiare l’ elevata velocità delle automobili. Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori parla di emergenza considerato «le macchine che sfrecciano a una velocità ben superiore ai 50 chilometri orari». «Tutto questo – precisa il Codacons – mette in serio rischio i residenti, che ogni giorno temono per la loro incolumità uscendo di casa. Nella via in questione, ad aggravare la situazione, la strada stretta e la mancanza del marciapiede da un lato della carreggiata, impedisce ai cittadini di camminare in sicurezza». Il Condacons riferisce di numerose segnalazioni inviate in Comune che non hanno ricevuto risposta. «Una noncuranza delle istituzioni – precisa – che riteniamo inaccettabile. Quindi chiediamo al sindaco l’ imposizione del limite di velocità a 30 km/h, al fine di prevenire eventuali incidenti e danni ai residenti nella zona». Il sindaco: «I limiti già ci sono» Per Alberto Nevola la richiesta di istituire una Zona 30 lungo via Valbona non risolve il problema. «I limiti – continua il sindaco – già ci sono: 50 e 30 km/h in prossimità dei cinque dossi dissuasori. Sono misure adeguate. Il problema è che questi limiti non vengono rispettati. Da parte nostra c’ è l’ impegno e la disponibilità a presidiare via Valbona per garantire il rispetto dei Codice della strada, ma è evidente che serve per prima cosa la presa di coscienza da parte di tutti che il mancato rispetto delle norme espone tutti a rischi per la propria e l’ altrui incolumità». «Per completezza – aggiunge – lungo la strada, per direttive che non competono al Comune bensì da organi superiori, non possono essere installati autovelox».
bruno silini