11 agosto 2017

Uova contaminate, lo scandalo si estende: «Lotto di 48.000 pezzi nei supermarket francesi»

 

Lo scandalo delle uova contaminate si propaga velocemente arrivando anche in Francia: «Un lotto di 48.000 uova, il 0NL43651-01, può essere stato acquistato dai consumatori» ha annunciato il ministro dell’ Agricoltura Stèphane Travert, garantendo tuttavia che questo non rappresenta un pericolo. Si tratta del primo lotto di uova contaminate dall’ insetticida Fipronil venduto direttamente nei supermercati francesi. Travert ha dichiarato che, in totale, le uova contaminate provenienti da Belgio e Olanda «immesse nel mercato» francese da aprile sono più di 200mila. Il ministro ha precisato che il primo lotto è stato venduto tra il 16 aprile e il 2 maggio senza nessun «impatto per la salute». Il secondo lotto , da 48mila, è stato consumato tra il 19 e il 28 luglio. «Il rischio per la salute umana è molto basso visti i livelli di fipronil riscontrati nelle uova contaminate e le abitudini alimentari dei francesi» ha poi aggiunto Travert. Detto questo, il ministro ha assicurato che «l’ insieme dei prodotti contenenti uova provenienti da allevamenti contaminati verrà ritirato dal mercato nell’ attesa dei risultati delle analisi». Partite da allevamenti in Olanda e Belgio, ora bisogna fare attenzione anche in Gran Bretagna, Francia, Germania, Romania e in Danimarca. Per quanto riguarda l’ Italia il Codacons chiede che il Ministero della Salute e Nas si attivino da subito per accertare che uova contaminate dal fipronil « non siano finite sulle tavole degli italiani , nemmeno attraverso prodotti trasformati. Le istituzioni hanno assicurato che non ne risultano, ma il Ministero può affermare con altrettanta sicurezza che le uova all’ insetticida non siano state utilizzate per prodotti lavorati venduti nel nostro paese? – si domanda il presidente Carlo Rienzi – Oggi non esiste la possibilità di conoscere l’ origine delle uova usate per i prodotti derivati come pasta, biscotti, dolci, maionese, salse, panini dolci, ecc. In tal senso il Ministero deve disporre, attraverso i Nas, controlli capillari sul territorio, verificando l’ assenza del fipronil nei prodotti alimentari trasformati e bloccando l’ ingresso in Italia di alimenti che potrebbero essere stati realizzati con uova a rischio».