24 luglio 2017

Obbligazionisti Carichieti, domande per i rimborsi

 

 

CHIETI. Non c’ è molto tempo. Gli obbligazionisti della ex Carichieti che hanno scelto la strada dell’ arbitrato per riavere i propri soldi, ora devono darsi subito da fare. Hanno tempo fino a novembre per attivare la delicata procedura e sperare di poter riavere anche il 100% dell’ ammontare dei propri risparmi, sempre che riescano a dimostrare di essere stati in qualche modo “tratti in inganno” dai funzionari di banca. Dopo un lungo periodo di attesa, sono stati infatti finalmente pubblicati i decreti attuativi necessari per lo svolgimento dell’ arbitrato riservato ai titolari di obbligazioni subordinate di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e appunto Carichieti. Il 28 giugno sono entrati in vigore. Ci sono cinque mesi di tempo per presentare la domanda di arbitrato, altrimenti si perderà tale diritto. L’ articolo 3 prevede infatti che entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto il Fondo Interbancario Tutela Depositi debba proporre agli obbligazionisti nella forma dell’ offerta al pubblico, la facoltà di richiedere il rimborso che deve essere esercitata ai sensi dell’ articolo 4 entro i successivi quattro mesi. La procedura di arbitrato è alternativa a quella dell’ indennizzo forfettario, che è già stata attivata e che restituisce sino all’ 80% del totale. «Chi decide di ricorrere all’ arbitrato», spiega Vittorio Ruggieri , vice coordinatore regionale del Codacons Abruzzo, sin dalla prima ora a fianco dei risparmiatori ex Carichieti, «davanti ai collegi organizzati dall’ Autorità nazionale anticorruzione potrà farlo solo se ha rinunciato alla strada dell’ indennizzo forfettario. L’ investitore che ricorre all’ arbitrato dovrà poter dimostrare la violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza fissati dal Testo unico della finanza nei servizi e nelle attività di investimento all’ atto della sottoscrizione. L’ accesso all’ arbitrato gestito dall’ Anac vale quindi per i quei risparmiatori della Carichieti che hanno acquistato i bond subordinati (complessivamente ben 734 per ben 22 milioni di euro) che non hanno fatto richiesta di indennizzo. I collegi arbitrali che saranno messi in campo dalla Camera arbitrale dell’ Anac dovranno tra l’ altro tenere conto di una serie di elementi descritti analiticamente nel decreto». «Il Codacons Abruzzo», conclude Ruggieri, «è a disposizione di tutti gli interessati per fornire le informazioni sullo svolgimento dell’ arbitrato e per garantire una qualificata assistenza legale a chi volesse avvalersene».