8 agosto 2017

Monnezza d’ estate torna lo spettro dell’ emergenza

ANNA DICHIARANTE DAL CENTRO alle periferie, il binomio immondizia- animali sembra ormai consolidato. In via Giuseppe Silla, una traversa della Cassia a nord della Capitale, i cassonetti sono pieni e sono circondati da distese di rifiuti sparsi per la strada. Un habitat perfetto per i cinghiali, che arrivano in cerca di cibo e che da queste parti spesso sono stati fotografati o filmati dai residenti. Ma ci sono anche i topi che, a decine, ballano letteralmente nottetempo sotto i cassonetti del quartiere Prati, uno tra quelli più borghesi della città. I sacchi che giacciono dentro e fuori diventano un’ esca ghiotta per i roditori, mentre regalano miasmi nauseabondi agli abitanti della zona. E con questo caldo è un inferno. Ma pure in centro non va meglio. In via del Portico d’ Ottavia, al ghetto, file di sacchi, scatoloni e immondizia varia si accumulano ai margini della strada, lasciati lì dopo la chiusura di ristoranti e bar in attesa che arrivino i camion a ritirarli. E i gabbiani, intanto, banchettano tra afa e puzza pungente. Niente di nuovo, per Roma. Già all’ inizio dell’ estate si era gridato all’ emergenza rifiuti a causa di cassonetti stracolmi e di impianti di smaltimento funzionanti a regime ridotto, con il Codacons che denunciava addirittura il rischio di epidemie tra la gente causate proprio dal proliferare di animali attirati dalla spazzatura in putrefazione. Al contrario, Ama fa sapere che adesso la situazione è regolare. Nessun allarme, insomma. Da qualche giorno, però, uno dei due tmb gestiti dal gruppo Colari a Malagrotta è in manutenzione e riceve solo metà delle 1250-1100 tonnellate di materiale che viene normalmente conferito: circa 600 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno, quindi, non possono essere lavorate. Uno stop che dovrebbe essere risolto entro la prossima settimana, ma che, a cascata, produce inevitabilmente qualche effetto negativo sulla raccolta. Di fronte ai bidoni straripanti, poi, i cittadini spesso abbandonano i sacchetti sui marciapiedi o sull’ asfalto e si dimenticano della raccolta differenziata. Che, non a caso, tra aprile e maggio aveva fatto segnare una flessione di circa l’ uno per cento, dopo l’ incremento segnato nel primo trimestre del 2017. Complice di questo peggioramento, del resto, è pure l’ esigenza per Ama di bonificare le strade e di togliere i rifiuti lasciati tutto intorno ai cassonetti in tempi rapidi, proprio per evitare scene di degrado, ma a scapito della selezione dei materiali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA