8 agosto 2017

Legambiente invoca la linea dura: «Ora servono condanne esemplari»

OOO «Chiediamo che vengano comminate pene esemplari. L’ indagine della squadra mobile di Ragusa con l’ arresto di Davide Di Vita ci lascia sgomenti». Lo afferma Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia per il quale «un disegno criminoso organizzato scientemente da volontari dei vigili del fuoco, per soli dieci euro in più di indennità, non è solo sconfortante ma ci dimostra – prosegue – ancora una volta quanto l’ ambiente ed il territorio, e la vita stessa dell’ uomo, siano meno di zero per questi delinquenti. Appiccare il fuoco è un business che occorre contrastare. Annunciamo la costituzione di parte civile nel processo che si aprirà a carico dei responsabili».Sono tante le reazioni alla notizia dell’ inchiesta di Ragusa. – Il Codacons annuncia che si costituirà «parte offesa e, se saranno accertati reati, chiederà il risarcimento sia per i danni all’ ambiente sia per quelli all’ erario. I responsabili devono essere puniti con severità – dice il Codacons – e bisogna far di tutto per porre un argine al fenomeno. Per questo nei mesi scorsi abbiamo proposto che Comuni e Regione siciliana mettano una taglia di 50 mila euro a piromane, offrendo i soldi a chi riesce a permetterne l’ identificazione». ventare permanente». Non a caso ieri Lorenzo Colaleo, presidente di Anpas Sicilia, che raggruppa oltre 5 mila volontari, ha specificato in una nota che di voler «condannare i fatti gravissimi di Ragusa. Dal 4 agosto 65 volontari delle nostre pubbliche assistenze sono impegnati nell’ emergenza incendi in provincia di Enna. An pas Sicilia ribadisce che i volontari non percepiscono alcun compenso, di nessuna natura, così come stabilito dalla legge che rimborsa unicamente le spese sostenute per il carburante, sulla base dei chilometri fatti e non degli interventi». Un meccanismo proposto anche da Antonio Retto del Confsal: «Basterebbe rimborsare ai volontari le spese sostenute invece di pagare le prestazioni». Secondo il deputato del Pd, Pino Apprendi, «non si può pagare questa gente dopo che scoppia l’ incendio, l’ investimento va fatto prima per presi diare il territorio. Altrimenti questa attività di volontariato diventa anticamera di precariato e queste storture rischiano di generare illeciti». Per Apprendi «gli avvisi di garanzia ai volontari del Comando dei vigili del fuoco di Ragusa, non possono e non devono minimamente intaccare il grande lavoro fatto da tutti i vigili del fuoco, dai forestali e dagli stessi volontari e il giudizio positivo che su questi viene espresso continuamente dalla popolazione». Che in molti precari stiano aspirando alla stabilizzazione lo dimostra un fatto curioso. Il ministero dell’ Interno ha dato tempo fino a fine agosto per comunicare se voler restare tra i volontari o cambiare elenco. Ebbene, moltissimi starebbero transitando nell’ elenco dei discontinui perchè, pur perdendo nell’ immediato la possibilità di avere un numero maggiore di giorni di lavoro, ambiscono all’ assunzione. Ecco perché ad esempio il distaccamento di Santa Croce si sarebbe svuotato. «Ma la verità è che si può diventare vigile del fuoco solo tramite concorso» dice Pesca della Cgil, e Borgognone aggiunge: «Anche se forse converrebbe allo Stato, credo resterà a lungo un’ illusione». Non la pensa così il segretario nazionale Fns Cisl, Pompeo Mannone: «Si completino le graduatorie dei vigili del fuoco discontinui – dice -. Basta con questa anomalia, essere volontario è dare il proprio contributo alla società gratuitamente. Risorse utilizzate impropriamente per pagare i volontari possono essere utilizzate per assumere professionisti». Secondo Mannone insomma «per poter garantire a tutti i cittadini il servizio dei professionisti che da sempre si prodigano per la tutela e la messa in sicurezza dell’ intera cittadinanza, occorre raddoppiare l’ organico». E anche il senatore di Mdp, Francesco Campanella, afferma che «pagare i volontari 10 euro l’ ora e obiettivamente un incentivo a incendiare. Si assumano vigili del fuoco di ruolo e i volontari dove servono prendano solo un rimborso per le spese sostenute». L’ inchiesta di Ragusa ha gettato ombre su questa platea di precari, ma il comandante Boscaino chiarisce che «l’ episodio oggetto dell’ inchiesta di Ragusa non solo è un caso isolato, ma riguarda solo un turno di lavoro e la squadra che era impegnata. Non è un fenomeno esteso a macchia d’ olio, è solo un episodio». Boscaino quindi assicura: «Si è scoperto quello che succedeva perchè rispetto agli interventi fatti, quel turno ne faceva molti di più. Posso assicurare che lo stesso tipo di controllo e monitoraggio viene effettuato su tutti gli altri distaccamenti. Appena c’ è un’ anomalia ce ne accorgiamo subito».