2 agosto 2017

La Regione chiede uno sconto ai giudici. Lanzarin: atti troppo cari

VENEZIA – (m.cr.) Popolare Vicenza: fare causa a chi ti ha rovinato costa caro, carissimo. E la Regione Veneto chiede ai magistrati uno sconto. «Gli azionisti della Popolare Vicenza hanno già perso tutto, non si possono colpire due volte facendo pagare la copia degli atti dell’ inchiesta 79mila euro – afferma l’ assessore alle politiche sociali della regione Manuele Lanzarin, che gestisce il fondo da mezzo milione per assistere i risparmiatori delle cause legali contro BpVi e Veneto Banca – vogliamo sollecitare le Procure a mettere a disposizione questi soldi non dico in maniera gratuita, ma non certo con questi costi. Proporremo una mozione come gruppo consiliare Lega Nord da far approvare in Regione». Le associazioni nel frattempo battono già cassa e chiedono fondi anche sull’ acquisizione degli atti: «Ne parlerò col presidente Luca Zaia. Abbiamo già stanziato un primo contributo di 150mila euro per 11 associazioni per le spese legali. Ora vedremo cosa possiamo fare nel prossimo bilancio». Nella lista delle 11 non c’ è il Codacons, ma sono presenti per esempio il coordinamento Don Torta e l’ Associazione Ezzelino III da Onara. Le associazioni oggi si riuniranno a San Giorgio in Bosco (Padova), per definire un piano d’ azione comune per dividere i costi dell’ acquisizione degli atti (500mila pagine), fare pressing sul governo. E c’ è chi pensa già a una manifestazione a Roma. Il Coordinamento don Torta spiega che lunedì a Montebelluna «si sono verificati degli scontri personali fra risparmiatori e uomini che presumiamo far parte del Pd, che hanno spintonato alcune donne risparmiatrici, strappando anche di mano telefonini e documenti, al che si è scatenata l’ ovvia reazione». Il Coordinamento, «al di là delle intemperanze di cui sopra, ritiene che la giornata di ieri sia stata proficua. Il sottosegretario Baretta ha accettato di confrontarsi con i risparmiatori». © riproduzione riservata.