30 luglio 2017

A Brescia un nuovo incidente in un rally Auto travolge e uccide un commissario

Aveva iniziato la gara alle 10 e 14, sei minuti più tardi era già in fondo ad una scarpata. Dopo aver travolto e ucciso un commissario di percorso e ferito un secondo. Così il 47esimo Trofeo Vallecamonica, Ossimo-Malegno-Borno, gara in salita per auto, si è trasformato in tragedia. Al volante della Peugeot 106 che ha provocato l’ incidente, un pilota di casa, il bresciano Christian Furloni, che ha costruito la sua carriera sulle strade della Vallecamonica. Ha perso il controllo della vettura numero 149 a Ossimo Inferiore nel corso delle prove di ricognizione del tracciato. A perdere la vita il 57enne Mauro Firmo, di Carpenedolo, nel Bresciano, mentre il collega che era con lui in postazione, il veronese Davide Foroni è ricoverato in gravi condizioni in ospedale. «Erano le mie antenne sul territorio, io avevo deciso di metterli lì per garantire il massimo della sicurezza», ha spiegato il direttore di gara Francesco Tartamella nel corso della conferenza stampa con la quale è stata annunciato l’ immediato annullamento del Trofeo Vallecamonica. «La gara finisce qui», ha detto il direttore dell’ Aci di Brescia Angelo Centola. «È stata una tragica fatalità», ha aggiunto spiegando che la manifestazione non sarà cancellata dal calendario: «Torneremo in Vallecamonica per onorare la memoria di chi oggi è morto seguendo la grande passione che aveva per i motori». Omicidio colposo, s’ indaga Nel frattempo la Procura di Brescia ha aperto un’ inchiesta per omicidio colposo affidata al sostituto procuratore Paolo Mandurino. La Polizia stradale di Darfo sta raccogliendo tutti gli elementi utili a partire dal racconto del pilota che, come vuole il regolamento per le corse in salita, affronta le gare da solo in auto e non accompagnato dal navigatore come per i rally. «Ci dispiace molto per quanto accaduto, perdiamo un ufficiale di gara molto esperto e competente», è il pensiero del direttore Aci di Brescia Angelo Centola. Mauro Firmo, la vittima, viveva da solo a Carpenedolo, nel Bresciano, e lascia la madre e una sorella. Molto conosciuto anche nel mondo delle auto storiche anni fa era rimasto vittima di un incidente stradale che lo aveva reso parzialmente invalido. L’ auto in gara che lo ha travolto stava affrontando un tratto di strada dove la velocità supera i 150 chilometri orari. Solo lo scorso 21 aprile due persone avevano perso la vita durante la Targa Florio, sempre a causa di un’ auto finita fuori strada durante la gara. Disgrazia che si è ripetuta il 27 maggio scorso durante il rally “Città di Torino”, dove «a perdere la vita è stato un bimbo di 6 anni – afferma il Codacons -. E se si va indietro nel tempo si scopre che morti e feriti durante i rally sono oggettivamente troppi». «La nuova tragedia porta ancora una volta al centro dell’ attenzione la questione sicurezza durante le gare automobilistiche in Italia – afferma il presidente Carlo Rienzi – Se non si è in grado di garantire la totale incolumità di spettatori e lavoratori, crediamo sia giunto il momento di vietare del tutto i rally in Italia, perché non è più possibile assistere a tragedie come quella di oggi che, purtroppo, si ripetono con eccessiva frequenza».
andrea cittadini