19 luglio 2017

Aiuti di Stato La Ue indaga

PADOVALa Commissione Europea ha aperto un fascicolo sul salvataggio di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Ne dà notizia il Codacons e il suo presidente Carlo Rienzi. Il coordinamento ha presentato un esposto all’ Unione Europea ipotizzando la fattispecie di aiuti distato, vietati dalla normativa vigente.La direzione generale per la Concorrenza della Commissione Europea ha quindi comunicato al Codacons, riporta una notizia pubblicata online, «di aver preso in carica l’ esposto e di aver proceduto all”apertura di una pratica sulle violazioni denunciate dell’ associazione».«Ora – spiega il Codacons – le infrazioni ipotizzate nella nostra denuncia verranno valutate in sede europea, considerato che il salvataggio delle banche venete con soldi pubblici danneggia la concorrenza nel settore bancario».«Gli aiuti di stato concessi a favore di due istituti bancari che si trovano nell’ attuale situazione di dissesto economico-finanziario a causa della scellerata e truffaldina gestione dei vertici amministrativi e per i quali sono in corso accertamenti presso le competenti autorità penali nazionali, rappresentano una grave violazione della normativa sugli aiuti di stato così come stabilita dal Trattato sul funzionamento dell’ Unione Europea (Tfue) – scrive il Codacons nell’ esposto inviato nei giorni scorsi alla Commissione Ue -. Si noti che, ai sensi dell’ articolo 107, paragrafo 1, del Tfue, una misura è considerata aiuto di ztato se è stata concessa da unostato membro ovvero mediante risorse statali, se falsa o minaccia di falsare la concorrenza favorendo talune imprese o produzioni e se incide sugli scambi tra Stati membri». «Considerando che il mercato dei servizi bancari è aperto nei territori degli Stati membri, l’ aiuto a due banche nazionali lede anche gli interessi delle banche di qualsiasi altro stato Ue – continua l’ esposto -. Le due banche usufruiranno degli aiuti e delle garanzie statali concessi a tutela del contratto di cessione alla banca Intesa San Paolo, che, senza di essi, non avrebbe mai aderito alla proposta di diventare cessionaria».Intanto, la liquidazione coatta amministrativa delle banche venete non ferma il lavoro dell’ Arbitro per le controversie finanziarie della Consob, sommerso da centinaia di ricorsi da parte di ex azionisti. In una delle decisioni pubblicate ieri, relativa al ricorso di un socio di Bpvi che lamentava la mancata esecuzione dell’ ordine di vendita di 100 azioni, il collegio ha respinto la richiesta della banca in liquidazione, a cui sono rimasti in capo i rischi legali, di dichiarare l’«improcedibilità» del ricorso, dovendo ogni pretesa farsi accertare in sede di formazione del passivo. «Ben può il procedimento proseguire» davanti all’ Arbitro si legge nella decisione che specifica però che il «procedimento non può essere parificato a un giudizio di cognizione». Banche e assicurazioni si apprestano infine a svalutare a zero le quote in Atlante, il fondo che ha bruciato 3,4 miliardi nelle banche venete. Nelle semestrali in arrivo, secondo gli analisti di Cheuvreux, le ulteriori svalutazioni saranno di 536 milioni.